Lomography

Lomography

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Quasi casualmente mentre cercavo sul web fotografie in pellicola bianco e nero, sono arrivato a conoscere il progetto Lomography, una moda nata  da giovani che hanno trasformato in business una scoperta fatta durante un loro viaggio per turismo nell’est Europa. La questione nasce o almeno così si racconta, quando a corto di apparecchiature fotografiche per immortalare i luoghi che stavano visitando, si recarono presso un rigattiere acquistandone una di costruzione sovietica per poter tornare a casa con alcuni scatti fatti.
Al loro rientro, ritirando le stampe delle pellicole negative utilizzate durante quel viaggio, si accorsero di particolari colorazioni, bagliori, contrasti probabilmente dovuti alla non conoscenza del mezzo tecnico che avevano utilizzato. Queste imperfezioni però possedevano una forte personalità espressiva, in alcuni casi maggiore di scatti fotografici perfetti nei colori, nella luminosità, nelle posizioni dei soggetti, che ogni fotografo cerca sempre di realizzare esprimendo se stesso al meglio. Probabilmente, l’originalità di quelle foto, li stimolò a osare di più. Risultati che non conoscevano e non ricordavano possibili nelle loro esperienze digitali, iniziarono ad appassionarli, accendendo in loro il desiderio di replicare quei bagliori, le velature, la vividezza dei colori e i risultati imprevedibili che quella macchina fotografica complessa nella sua semplicità aveva.

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La notte che lessi questo articolo, iniziò per me una nuova fase di sperimentazione fotografica e dopo alcune ore che passavo da un articolo a quello successivo riproducenti decine di fotografie e particolari effetti cromatici, anche io rimasi colpito dal fascino del colore riprodotto con tonalità e variazioni che mi ricordavano la pellicola Super8 che avevo conosciuto da piccolo grazie alla cinepresa con la quale i miei genitori avevano collezionato ricordi di infanzia della mia famiglia. Nei giorni successivi, mi procurai tramite Ebay due Lomo LC-A con le quali iniziare a sperimentare intorno a me fuori e dentro progetti di lavoro. Questa fotocamera, rispetto ad altre che ancora oggi fanno parte della mia collezione, è forse quella che mi ha più tenuto compagnia in piccoli zaini ma soprattutto tasche grazie alla sua compattezza e gli effetti particolari che è capace di riprodurre. Tornando ai fondatori di quel progetto, la loro capacità imprenditoriale fece sì che riprese vita la passione e la ricerca di particolari apparecchi analogici di provenienza dell’est, da parte soprattutto di giovani che desideravano sperimentare nuovi effetti e colorazioni che il mondo degli scatti digitali sembrava non conoscere sempre rivolto all’ottimizzazione e la perfezione dello scatto.
Per coloro che conoscono la fotografia d’origine, quella analogica in Italia dei fratelli Alinari per esempio, sanno bene anche per aver sperimentato come me, che gli effetti particolari prodotti da alcune macchine fotografiche analogiche, erano  spesso il risultato di inquadrature e scatti non perfetti o di alterazioni qualitative dei rullini, e certamente anche per errori umani.
La mia esperienza personale legata a Lomography, è durata attivamente qualche anno prodotta essenzialmente con macchine fotografiche acquistate in negozi di rigattieri, mercatini e anche su Ebay. Il desiderio di scattare foto partendo da inquadrature e posizioni dei soggetti meno ricercati, non in posa e un po’ originali, è stato sicuramente il motore trainante delle mie sperimentazioni. Ricordo, in alcuni periodi di lavoro, avido di sperimentazioni di questo tipo, incaricato di filmare gruppi di turisti in giro in Italia e altre destinazioni europee, di aver portato con me, 7 apparecchi fotografici analogici a pellicola completamente diversi fra loro.
Per prepararmi ad utilizzare al meglio le varie fotocamere con pellicole diverse fra loro, colore e bianco e nero, viaggiavo con questi oggetti plastici con tracolle e catenine come fossi un venditore ambulante. Sul dietro di ogni apparecchio, avevo messo scritte su pezzetti di nastro adesivo per suggerire l’utilizzo più creativo, almeno per quello che riuscivo ad immaginare; palazzi, ritratti, interni, eccetera. oltre a questi gadgets, avevo con me la videocamera che doveva permettermi di realizzare il lavoro per il quale ero sotto contratto. Lavorando e filmando i gruppi che stavo seguendo, ho avuto la possibilità di utilizzare le mie macchine analogiche per ritrarre paesaggi e dettagli conosciuti rendendo interessanti anche inquadrature abbastanza scontate come a volte sono certe foto ricordo di gruppo di fronte a monumenti e palazzi storici.