Giocare con… la tavola

C’è sempre da imparare. A casa con un po’ di tempo a disposizione e giovanissimi disposti a mettersi in gioco, si può trascorrere del tempo preparando piatti semplici da gustare insieme. Ricordare queste esperienze, può aiutarci a migliorare la tecnica, le ricette o il modo di divertirsi con qualcosa di diverso. Questi esperimenti si sono svolti sotto la sorveglianza e collaborazione di un adulto dopo aver educato il giovane aspirante cuoco a come si usano alcuni attrezzi in cucina, ai rischi che si corrono vicino al fuoco e ai contenitori caldi, prima di iniziare la preparazione dei cibi. La narrazione è stata spontanea dietro domande semplici, segno evidente che quanto avevamo appena fatto insieme era già stato memorizzato correttamente. I nomi delle ricette sono state inventate da noi per sentirci un po’ cuochi.

Stiamo già progettando ricette straniere con le quali divertirsi di nuovo. Saremo ispirati dall’oriente o da occidente? Sarà un primo un secondo o un piatto unico? Per adesso buon appetito, se riuscite ad aver disponibili le nostre stesse pietanze!

London e i suoi stereotipi (ed altre attrazioni insolite)

In un recente viaggio di lavoro, ho trovato il tempo per catturare alcune impressioni dal mio punto di vista di italiano e appassionato di arte. Le lunghe camminate sostenute da ricche colazioni internazionali mi hanno aiutato a filmare qua e là parti del centro storico. I continui mutamenti climatici di sole e nuvole mi hanno aiutato in una narrazione multicolore.

Storia e territorio

Nel mio approccio con la natura sto ancora sperimentando quanto sia complessa la progettazione di un filmato nel quale la presenza umana non sia rilevante. Ho constatato semplicemente che i tempi della natura e delle forme di vita intorno a noi, sono non programmabili come potrebbe essere la recitazione di una qualsiasi comparsa che si presti ad interpretare se stessa o un ruolo specifico di fronte all’obiettivo. Questa diversità alla quale non ero preparato, mi stimola ancora maggiore rispetto per tutti coloro che si avventurano a documentare la natura in qualsiasi delle sue forme, spendendo grandi quantità di tempo e studiando i metodi migliori per offrire a chi guarderà i loro video o foto, la meraviglia di parti del pianeta.

Il giorno che avevo deciso di registrare audio e video sulle rive dell’Arno, non immaginavo di riuscire in un paio d’ore ad ottenere filmati come quelli mostrati nel mio montaggio. Certamente esperti documentaristi utilizzano luoghi protetti di avvistamento per nascondere la propria presenza agli altri animali per ottenere un avvicinamento che non sarebbe possibile in presenza dell’uomo; è probabile che si avvalgano anche di richiami per stimolare i movimenti e la fuga di certe specie animali per filmarne il volo e gli spostamenti.

Ritengo una bella esperienza quella di pazientare dopo lunghe attese, per afferrare alcuni istanti dello svolazzare di un airone piuttosto che un fortuito momento di pesca da parte di un altro volatile. E’ facile distrarsi in queste circostanze quando alla ricerca di forme di vita si è attratti da infinite possibilità che attirano il proprio interesse. Questa attesa, abbastanza simile a quella di pescatori che sperano nel passaggio di pesci vicino alla propria esca, mi ha stimolato a preparare rispetto e curiosità verso l’ambiente nel suo complesso modo di manifestarsi; tutto segue un corso, si intrecciano le vite di animali che si incontrano e convivono in spazi aperti. Allo stesso tempo, ha esteso i limiti della mia conoscenza anche dei comportamenti di piccoli organismi acquatici che in certi momenti delle mie attese catturavano la mia attenzione. Un’esperienza ricca e superiore a qualsiasi studio sui libri, stimolante se ben preparata per piccoli e grandi. L’approccio diretto è sempre superiore alle parole degli altri; l’osservazione con oculari specifici e macchine fotografiche, permettono di creare particolare empatia con la specie che stiamo osservando nel mirino, osservandola e cercando di capire in anticipo il perché dei suoi movimenti. Le frequenti variazioni di direzione, rendono difficile mantenere l’inquadratura dei dettagli di animali e possono far perdere la pazienza quando non sappiamo ciò che verrà fuori di interessante nei minuti successivi o forse… nella prossima ora!

Il loro essere in continuo movimento per procacciarsi cibo, non è chiaro mentre li seguiamo e potrebbe ai nostri occhi inesperti, apparire come una normale passeggiata distensiva simile a quanto cerchiamo di fare  noi per equilibrare il proprio organismo compensando gli stress della vita quotidiana. Il desiderio iniziale di documentare vari aspetti del corso del fiume Arno in zone non adiacenti fra loro, continua a stimolarmi per poter conoscere altre aree verso la foce che cercherò di documentare in un prossimo futuro.

Introduco questo video che ho costruito inserendo alcuni concetti sviluppati dalla ricerca che Leonardo da Vinci espandeva continuamente per definire le sue arti in modo scientificamente corretto e superiore alla media di altri artisti suoi contemporanei. Ho inserito note storiche nel mio breve documentario su specie animali in riva d’Arno, come parallelo del luogo di ispirazione abbastanza dibattuto e forse non autentico, che potrebbe essere stato utilizzato da Leonardo per il paesaggio o parte di esso nel famoso dipinto di Monna Lisa. Mentre filmavo, pensavo a Leonardo e quanto avrebbe desiderato utilizzare le tecnologie attuali dei droni che permettono l’osservazione aerea dei paesaggi. Se possiamo permetterci oggi di realizzare prodotti belli o molto belli di viste a volo di uccello, lo dobbiamo certamente ad una ricerca nata mezzo millennio fa.

Buona visione.

Feedback video

Sono contento di mostrare i miei video un po’ dappertutto. Qui sotto la lista dei paesi del mondo dove sono stati visti una o più volte i miei prodotti.

Grazie a tutti!

statistic

In dettaglio:

Per cercare e vedere i miei video, questo è l’indirizzo:

www.vimeo.com/raimondo

Facciamo cinema!

pellicolaDurante la prima settimana dell’anno una vera sorpresa proveniente da Kodak, aggiorna il mondo su un ritorno a prodotti d’epoca. La prima casa produttrice di pellicole foto e cinematografiche, annuncia l’uscita della nuova cinepresa a pellicola Super8 con audio. Al CES di Las Vegas, fiera internazionale della tecnologia, vengono mostrati i prototipi o comunque due modelli probabilmente di aspetto similissimo alle versioni finali che dovrebbero essere commercializzate a metà del 2016. Letti i report scritti sul web e le foto di quei prodotti, esprimo qui liberamente le mie impressioni da utente che ha filmato in pellicola Super 8 e senza abbandonarla lavora anche in digitale.manico

Interessantissima la presenza della registrazione audio interna che viene memorizzata in digitale su scheda SD inseribile; Il monitor digitale sul quale controllare l’inquadratura di ciò che la cinepresa sta filmando; ciò che si vede nel monitor, dice l’addetto Kodak che viene intervistato, è ciò che la pellicola sta registrando. L’apertura massima dell’obiettivo di cui è dotato questo modello pari a 1.2 quindi molto luminoso. La possibilità di staccare il microfono audio di qualità limitate per inserire una fonte di registrazione audio esterna tramite spinotto mini jack. La velocità di registrazione è possibile a 9, 15, 24, 25 FPS. Molto interessante l’attacco dell’obiettivo C Mount, per utilizzare lenti di marche e modelli diversi, usati nel cinema o comunque molto diffuse e di qualità. Il modello di lente di serie non ha automatismi, di conseguenza l’apertura del diaframma e la messa a fuoco apertarichiedono l’intervento manuale proprio come una volta. La cinepresa ha la scocca metallica e non di plastica come ci potremmo aspettare da un prodotto tecnologico entry level. Sicuramente sarà di aiuto per ottenere riprese un po’ più stabili che tenere in mano un oggetto che pesa come un tablet. Perché non c’è un attacco superiore per una fonte di luce aggiuntiva? Kodak offre pellicole a 500 iso che permettono di filmare anche in ambienti poco luminosi; cercate su youtube kodak 500D per capire le potenzialità di queste pellicole. Parlando di pellicole, la gran varietà di sola produzione Kodak, permetterà a chi volesse cimentarsi nel realizzare prodotti cinematografici o aspiranti tali, di sperimentare luci e colori utilizzando una cinepresa come questa quindi economica rispetto alle macchine da presa per il cinema “assaggiando i sapori” dei colori del grande schermo perché basati sulle stesse emulsionipellicole

Ecco un altro aspetto che incoraggerà chiunque vorrà cimentarsi con la qualità dei colori delle pellicole cinematografiche ad acquistare questo pacchetto di servizi, eccoli descritti: per risolvere il problema dello sviluppo delle pellicole realizzato da laboratori specializzati ormai rari in tutte le parti del mondo, Kodak offre di svilupparci gratuitamente la pellicola, realizzare il telecine, cioè il processo di conversione da pellicola a file digitale con risoluzione della scansione a 4K adesso e in futuro alla massima risoluzione possibile attualizzata, caricando il nostro filmato digitale in un servizio Cloud per poter essere scaricato e utilizzato da noi. Sopra biancaTutto ciò, a condizione che noi regaliamo loro la nostra cartuccia di pellicola Super 8. E’ evidente lo scambio di servizi: tu ricevi il tuo “filmino” digitalizzato spendendo solo per l’acquisto della pellicola (da 23 a 40 euro a seconda della pellicola), e loro utilizzano le immagini migliori e non solo per la propria promozione e test di sviluppo aziendali. Interessante per rilanciare un prodotto che oggi ha un costo un po’ esoso se utilizzato in ambito non professionale.

Ecco un filmato in inglese di una recensione realizzata al CES di Las Vegas